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L’impegno di Enel nella disclosure in materia di cambiamento climatico

I macro trend gobali come la decarbonizzazione, l’elettrificazione, l’urbanizzazione e la digitalizzazione stanno ridisegnando il mondo dell’energia verso un nuovo ecosistema che sta progressivamente trasformando il tradizionale modello di business delle utility.

E' quindi necessario promuovere la lotta contro il cambiamento climatico, una delle principali sfide che la società deve affrontare, mirando al raggiungimento di un’economia globale low carbon. Come affermato dal World Economic Forum nel suo Global Risk Report 2019, il cambiamento climatico è attualmente il rischio piu significativo per la societa, con un impatto diretto sulle performance a lungo termine delle aziende.

Pertanto, la lotta ai cambiamenti climatici e la protezione dell’ambiente sono tra le responsabilità di una grande azienda globale del settore energetico come Enel, che mira al raggiungimento della completa decarbonizzazione della produzione di energia elettrica entro il 2050, contribuendo al raggiungimento dell’SDG 13 delle Nazioni Unite, e che si impegna nello sviluppo di un modello di business allineato con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi (COP21) per mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e continuare gli sforzi per limitare tale aumento della temperatura a 1,5 °C. Una strategia basata su una visione di lungo periodo che si traduce in obiettivi concreti. Oltre alle azioni che fanno leva sul mix di generazione, Enel è attiva nell’innovazione, digitalizzazione, mobilità elettrica ed efficienza energetica. In questo scenario, l’impegno di Enel sull’economia circolare, che coniuga innovazione, competitività e sostenibilità ambientale, coinvolge tutte le attivita del Gruppo su questi obiettivi.

Inoltre, Enel si impegna a promuovere la trasparenza sulla disclosure relativa al cambiamento climatico, anche al fine di dimostrare ai propri stakeholder la rigorosità e la determinazione della propria ambizione nell’affrontare il cambiamento climatico. Pertanto, Enel si è impegnata pubblicamente ad adottare le raccomandazioni della Task force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) del Financial Stability Board, che ha pubblicato nel giugno 2017 specifiche indicazioni sul reporting volontario degli impatti finanziari legati ai rischi climatici.

Di conseguenza, nell’ambito del percorso di implementazione delle linee guida, Enel ha aggiornato le informazioni sulla gestione delle questioni relative al cambiamento climatico. Questa sezione e stata quindi strutturata secondo le quattro aree tematiche proposte dalla TCFD, che rappresentano gli elementi fondamentali di come le organizzazioni operano:

  • Governance - Descrizione del ruolo del sistema di corporate governance di Enel in merito alle questioni climatiche e del ruolo del management nella valutazione e gestione di tali tematiche; 
  • Strategia - Illustrazione dei principali rischi e opportunita legati al cambiamento climatico individuati per il breve, medio e lungo termine, dei differenti scenari fisici e di transizione considerati e della strategia aziendale sviluppata come risposta dell’azienda per mitigare i rischi stessi e adattarvisi e per massimizzarne le opportunita;
  • Rischi - Descrizione del processo di identificazione, valutazione e gestione dei rischi e delle opportunita legati al cambiamento climatico adottato dal Gruppo (questo approfondimento e da leggersi a complemento del capitolo sui principali rischi e incertezze);
  • Metriche e obiettivi - Principali metriche legate al cambiamento climatico utilizzate da Enel, comprese le emissioni di gas serra, altri indicatori operativi e metriche finanziarie, nonché i principali obiettivi fissati per promuovere un modello di business low carbon.

Governance

Enel riveste un ruolo da protagonista nell’ambito della transizione energetica, con un modello di business focalizzato sulla riduzione dell’impatto dei cambiamenti climatici. In quest’ottica, Enel si impegna a promuovere un modello energetico sostenibile che mira alla completa decarbonizzazione e digitalizzazione, potenziando l’elettrificazione della domanda di energia per promuovere la crescita di un’economia low carbon. Il modello organizzativo e di corporate governance di Enel definisce specifici compiti e responsabilita in capo ai principali organi di governance all’interno dell’azienda, garantendo che i rischi e le opportunita relativi al cambiamento climatico siano opportunamente tenuti in considerazione in tutti i processi decisionali aziendali rilevanti.

Competenze degli organi societari in materia di cambiamento climatico

Consiglio di Amministrazione (CdA) - Il Consiglio di Amministrazione di Enel SpA e responsabile dell’esame e dell’approvazione della strategia aziendale, inclusi il budget annuale e il piano industriale del Gruppo, che incorporano i principali obiettivi e le azioni che la Societa ha intenzione di intraprendere per guidare la transizione energetica e fronteggiare il cambiamento climatico. Inoltre, il Consiglio di Amministrazione svolge un ruolo di indirizzo e fornisce una guida e una valutazione sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (c.d. “SCIGR”), definendo la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici della Societa e del Gruppo. Lo SCIGR e costituito dall’insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire l’identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi afferenti alla Societa e alle sue controllate. Tali rischi includono quelli che potrebbero avere rilievo nell’ottica della sostenibilita nel medio-lungo termine, tra cui i rischi legati al cambiamento climatico. Nel 2018 il Consiglio di Amministrazione ha affrontato questioni legate al clima, riflesse nelle strategie e nelle operazioni aziendali e di sostenibilita, in 8 dei 18 incontri svolti.

Sul tema del cambiamento climatico il Consiglio di Amministrazione e supportato principalmente da due Comitati di Amministratori:

  • Comitato per la Corporate Governance e la Sostenibilità - Ha il compito di assistere il Consiglio di Amministrazione nella valutazione e nelle decisioni relative, tra l’altro, alle tematiche di sostenibilità, comprese eventuali questioni climatiche rilevanti connesse alle attività della Società e alle dinamiche di interazione di quest’ultima con tutti gli stakeholder. Il Comitato esamina le linee guida del Piano di Sostenibilità, ivi inclusi gli obiettivi climatici definiti in tale piano; inoltre esamina l’impostazione generale del Bilancio di Sostenibilità e della Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario, ivi incluso l’approccio relativo alla disclosure sul cambiamento climatico adottato in tali documenti, rilasciando apposito parere al Consiglio di Amministrazione. Il Comitato e composto in maggioranza da Amministratori indipendenti e nel corso del 2018 esso e risultato composto dal Presidente e da due Amministratori indipendenti. Nel 2018 questo Comitato ha trattato questioni legate al clima, riflesse nelle strategie e nelle operazioni aziendali e di sostenibilità, in 4 dei 6 incontri svolti; 
  • Comitato Controllo e Rischi - Supporta il Consiglio di Amministrazione nell’espletamento dei compiti a quest’ultimo demandati in materia di controllo interno e di gestione dei rischi. Procede, inoltre, all’esame dei contenuti del Bilancio consolidato, del Bilancio di Sostenibilità e della Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario rilevanti ai fini dello SCIGR, e contenenti la disclosure aziendale sul clima, rilasciando in proposito un parere preventivo al Consiglio di Amministrazione, chiamato ad approvare tali documenti. Il Comitato e composto da Amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali (tra cui il Presidente) indipendenti. Nel corso del 2018 esso e risultato composto da quattro Amministratori indipendenti. Nel 2018 questo Comitato ha trattato questioni legate al clima, riflesse nelle strategie e nelle operazioni aziendali e di sostenibilità, in 8 delle 13 riunioni svolte.

La Società ha organizzato anche nel corso del 2018 un apposito programma di induction finalizzato a fornire agli Amministratori un’adeguata conoscenza dei settori di attivita in cui opera il Gruppo, inclusi temi legati al cambiamento climatico e ai relativi riflessi nella strategia industriale e nelle operazioni aziendali.

Presidente - Nell’esercizio della sua funzione di impulso e coordinamento delle attività del Consiglio di Amministrazione, nonché di verifica dell’attuazione delle deliberazioni consiliari, svolge in concreto un ruolo proattivo nel processo di approvazione e monitoraggio delle strategie aziendali e di sostenibilità, di cui la crescita attraverso tecnologie e servizi low carbon e uno dei pilastri strategici. Inoltre, nel corso del 2018 il Presidente ha presieduto anche il Comitato per la Corporate Governance e la Sostenibilità.

Amministratore Delegato e Direttore Generale - E investito dei piu ampi poteri per l’amministrazione della Societa, a eccezione di quelli riservati al Consiglio di Amministrazione, e nell’esercizio di tali poteri ha in concreto definito un modello di business sostenibile, attraverso l’identificazione della strategia volta a guidare la transizione energetica verso un modello low carbon. Riferisce al Consiglio di Amministrazione circa l’attività svolta nell’esercizio delle deleghe, comprese anche le attività di business in linea con l’impegno di Enel a fronteggiare il cambiamento climatico. All’Amministratore Delegato e inoltre attribuito il ruolo di amministratore incaricato dello SCIGR. Infine, rap presenta Enel in diverse iniziative che si occupano di cambiamenti climatici, ricoprendo posizioni rilevanti in istituzioni di fama mondiale come il Global Compact delle Nazioni Unite, Sustainable Energy For All delle Nazioni Unite e la piattaforma multi-stakeholder della Commissione Europea sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il modello organizzativo di Enel per la gestione delle tematiche legate al clima

Enel dispone di un Management Team in cui sono assegnate le responsabilità relative alle tematiche climatiche alle specifiche Funzioni che contribuiscono a guidare la leadership di Enel nella transizione energetica. Ciascuna area e responsabile della gestione dei rischi e delle opportunità relative al cambiamento climatico per il proprio perimetro di competenza:

  • le Funzioni della Holding (Amministrazione, Finanza e Controllo; Audit; Innovability; ed Health, Safety, Environment e Quality) sono responsabili di consolidare l’analisi dello scenario e della gestione del processo di pianificazione strategica e finanziaria finalizzato alla promozione delle energie rinnovabili, la decarbonizzazione del mix energetico, la digitalizzazione degli asset e la promozione dell’elettrificazione della domanda energetica; 
  • le Funzioni Globali di Servizio (Acquisti e Soluzioni Digitali) sono responsabili dell’implementazione dei criteri di sostenibilita, ivi incluso il cambiamento climatico, nella gestione della catena di fornitura e dello sviluppo di soluzioni digitali per supportare l’implementazione di tecnologie abilitanti la transizione energetica e la lotta al cambiamento climatico; 
  • le Linee di Business Globali (Enel Green Power; Generazione Termoelettrica; Trading; Infrastrutture e Reti; ed Enel X) sono responsabili dello sviluppo delle attività legate alla promozione della generazione rinnovabile, all’ottimizzazione della capacità termica, alla digitalizzazione della rete elettrica e allo sviluppo di soluzioni di business abilitanti la transizione energetica e la lotta al cambiamento climatico (mobilita elettrica, efficienza energetica, sistemi efficienti di illuminazione e riscaldamento); 
  • le Regioni e i Paesi (Italia; Iberia; Europa e Affari Euro- Mediterranei; Sud America; Nord e Centro America; Africa, Asia e Oceania) hanno il compito di promuovere la decarbonizzazione e guidare la transizione energetica verso un modello di business low carbon all’interno delle aree di responsabilità. Inoltre, la Funzione Europa e Affari Euro-Mediterranei e responsabile della definizione della posizione del Gruppo sui cambiamenti climatici, le politiche low carbon e la regolamentazione dei mercati internazionali del carbonio a livello europeo.

In aggiunta, Enel ha istituito i seguenti due Comitati di livello manageriale presieduti dall’Amministratore Delegato, all’interno dei cui compiti sono incluse questioni legate al cambiamento climatico:

  • il Comitato per gli Investimenti di Gruppo: concede l’approvazione alle spese per gli investimenti relativi allo sviluppo del business. Tale Comitato ha anche il compito di garantire che tutti gli investimenti siano pienamente allineati all’impegno del Gruppo di promuovere un modello di business low carbon e raggiungere la decarbonizzazione entro il 2050. Questo Comitato e composto dai responsabili di Amministrazione, Finanza e Controllo, Innovability, Legale e Affari Societari, Acquisti, dai responsabili delle Regioni e dai direttori delle Linee di Business; 
  • il Comitato Rischi di Gruppo: ha l’obiettivo di assicurare che le strutture organizzative coinvolte nella gestione dei rischi operativi siano in linea con la strategia e gli obiettivi di business, coinvolgendo il Management Team nelle decisioni strategiche in materia di politica, gestione e controllo dei rischi rilevanti.

Sistema di incentivazione in materia di cambiamento climatico

La politica di remunerazione della Società include diversi meccanismi, con lo scopo di progredire verso la transizione energetica; in particolare:

  • una remunerazione variabile a breve termine (MBO) che puo includere obiettivi relativi alla specifica funzione aziendale di ciascun manager. Per esempio, puo includere obiettivi legati allo sviluppo delle energie rinnovabili per i manager all’interno della Linea di Business Globale Enel Green Power o legati a prodotti e/o servizi per la transizione energetica all’interno della Linea di Business Globale Enel X; 
  • una remunerazione variabile a lungo termine che dal 2018 include un obiettivo quantitativo climatico, ovvero la riduzione delle emissioni di CO2 per kWheq del Gruppo Enel nei successivi tre anni, con il peso del 10% della retribuzione variabile complessiva a lungo termine.

Strategia

Piano strategico, creazione di valore e cambiamento climatico Enel è impegnata ad adottare una strategia basata sul rispetto degli obiettivi definiti dall’Accordo di Parigi (COP21). Il Gruppo Enel, mediante una pianificazione strategica e una gestione del rischio integrate con le tematiche di sostenibilità e cambiamento climatico, ha creato valore sostenibile e di lungo termine. Negli ultimi quattro anni (2015-2018) l’evoluzione del Gruppo ha incrementato la profittabilità e consentito il raggiungimento di obiettivi legati alla decarbonizzazione, alla digitalizzazione e all’attenzione al cliente. Il Piano Strategico e Industriale del Gruppo 2019-2021 (il Piano) prevede di continuare su questo percorso virtuoso facendo leva su una visione di lungo termine e sul raggiungimento degli obiettivi prefissati.

201520182021
RinnovabiliCapacità rinnovabile su totale (%)41%46%55%
CO2Emissioni di CO2 (kg/kWheq)0,4090,3690,345
Clienti di reteMilioni617375
Clienti liberi retailMilioni172236
Nuovi businessMargine lordo (€mld)-0,50,9
SemplificazioneUtile di Gruppo/Utile totale (%)64%72%71%
Generazione di cassaFFO-Investimenti lordi (€mld)1,82,54,4
Remunerazione azionistiDPA (€/a)0,160,280,36 (1)

(1) Dividendo minimo garantito (floor).

L’impegno del Gruppo e altresì confermato dagli obiettivi presi nei confronti delle Nazioni Unite sui Sustainable Development Goals (SDGs): istruzione di alta qualità, inclusiva ed equa (SDG 4); accesso a energia pulita e a basso costo (SDG 7); crescita economica sostenibile e inclusiva (SDG 8); industria, innovazione e infrastrutture (SDG 9); citta e comunità sostenibili (SDG 11). Piu nello specifico, Enel mira al raggiungimento della completa decarbonizzazione della produzione di energia elettrica entro il 2050, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e i “science-based target”, contribuendo altresì al raggiungimento dell’SDG 13 delle Nazioni Unite.

Il modello di creazione di valore si fonda su una visione di lungo termine che ambisce a catturare le opportunita della transizione energetica su tre principali direttrici: (i) la decarbonizzazione del mix di capacità di generazione del Gruppo (+~11,6 GW di capacità rinnovabile8 e lo -~7 GW di capacita termica nel 2021 rispetto al 2018); (ii) lo sviluppo di infrastrutture (+10% elettricità distribuita sulla rete di distribuzione nel 2021 rispetto al 2018; 3,4 milioni di punti luce al 2021; circa 455.000 punti di ricarica per veicoli elettrici tra pubblici e privati al 2021) e nuovi servizi ai clienti (9,9 GW di demand response al 2021; 173 MW di storage distribuito installati all’anno nel 2021) al servizio dell’elettrificazione e dell’urbanizzazione; (iii) la digitalizzazione degli asset, dei clienti e del capitale umano (5,4 miliardi di euro di investimenti nel periodo 2019-2021).

Scenari di riferimento per il cambiamento climatico

Il Gruppo elabora scenari energetici macroeconomici e finanziari nel breve, medio e lungo periodo a supporto sia del processo di pianificazione industriale e strategica sia del processo di valutazione degli investimenti. Questa attività si serve di modelli econometrici e statistici in progressiva integrazione con gli input legati al cambiamento climatico, introducendo proiezioni relative a scenari fisici e di transizione cosi da ottenere una visione ampia e consistente del contesto sia nei Paesi di presenza del Gruppo sia in quelli di potenziale interesse. Le proiezioni sulle principali variabili di scenario vengono costantemente confrontate con i piu autorevoli riferimenti internazionali.

Il Gruppo ha preso come principale riferimento due scenari fisici, corrispondenti a due evoluzioni estreme e distinte del la concentrazione di gas a effetto serra (GHG) fornite dall’Integovernmental Panel on Climate Change (IPCC), cosi da ricomprendere anche gli scenari piu estremi tra quelli plausibili:

  • Representative Concentration Pathway 2.6 (RCP 2.6): corrispondente uno scenario climatico consistente con il contenimento del riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C al 2100 (+1 °C medio nel periodo 2081-2100 secondo il Fifth Assessment IPCC);
  • Representative Concentration Pathway 8.5 (RCP 8.5): uno scenario “business as usual” che rappresenta la proiezione piu pessimistica in termini di contenimento dei GHG producendo un aumento medio delle temperature di 3,7 °C nel periodo 2081-2100.

Allo scopo di approfondire gli effetti dei cambiamenti climatici e dei relativi scenari di transizione, il Gruppo ha avviato una collaborazione con l’International Centre for Theoretical Physics (ICTP) per effettuare un downscaling geografico degli scenari climatici globali al fine di avere proiezioni dettagliate con una maggiore risoluzione che consentono di tracciare gli impatti sul business di una serie di variabili rilevanti, come per esempio temperatura, piovosita, nevosita, irraggiamento solare e vento. Questo approccio conduce a una modellizzazione che integra il cambiamento climatico con le altre variabili di scenario a livello Paese, a partire dai Paesi di maggiore rilievo per l’attivita del Gruppo per poi raggiungere una copertura globale. L’integrazione delle analisi di scenario con le variabili climatiche risultera uno strumento sempre piu importante a supporto di decisioni strategiche e industriali consapevoli.

Dalle prime evidenze dell’analisi degli scenari e dei dati climatici è emerso che i cambiamenti cronici rilevanti avverranno gradualmente nel corso dei prossimi decenni.

Le variazioni rispetto all’andamento storico saranno graduali, con impatti piu limitati e similari tra i due scenari al 2050, ma con una forte estremizzazione degli effetti cronici ed estremi nello scenario RCP 8.5 tra il 2050 e il 2100, rispetto allo storico e all’RCP 2.6. Dagli approfondimenti effettuati sull’Europa e il Sud America emerge un generale aumento della temperatura con impatti maggiori in Europa meridionale e America centro-meridionale, con particolare intensita al 2100. In queste zone la quantita delle piogge potrebbe ridursi in maniera sensibile dopo il 2050 nello scenario RCP 8.5, mentre potrebbe aumentare nell’Europa del Nord (per esempio Scandinavia). Le differenze di irraggiamento solare potrebbero essere, invece, piu rilevanti a partire dal 2100 nelle regioni maggiormente esposte a una riduzione sensibile delle piogge, mentre i pattern di ventosita potrebbero subire variazioni meno omogenee.

Per quanto riguarda la definizione dello scenario di transizione, il Gruppo si confronta con i principali riferimenti internazionali, come per esempio l’International Energy Agency (WEO Sustainable Development Scenario; WEO Current Policies Scenario; ETP 2017 2 °C Scenario 2DS; Beyond 2 °C Scenario B2DS), l’International Renewable Energy Agency (Reference case, Remap case) e Bloomberg New Energy Finance (BNEF New Energy Outlook).

L’approccio consente di associare ai potenziali scenari climatici una serie di assunzioni e variabili – come la domanda di energia e servizi, e le ipotesi sull’elettrificazione, sulla penetrazione dei veicoli elettrici e sui riferimenti di prezzo di commodity e CO2 – per la costruzione di uno scenario coerente con la transizione energetica nel rispetto dell’Accordo di Parigi (COP21). Per raggiungere tale obiettivo, si prevede una forte riduzione dell’intensita emissiva del parco di generazione, una forte penetrazione delle fonti rinnovabili e l’adozione di misure e strumenti di policy efficaci sul carbon pricing (prezzo della CO2). In tale scenario ci si aspetta, inoltre, un incremento dell’efficienza energetica e di elettrificazione dei consumi a livello industriale, residenziale e nel settore dei trasporti. Tale transizione verso un piu basso contenuto emissivo e l’efficienza negli usi e consumi dell’energia potrebbero comportare un graduale disaccoppiamento tra la crescita economica e il consumo di risorse, e, dunque, livelli di domanda e prezzi piu bassi per i combustibili fossili.

Descrizione dei rischi e delle opportunita legati al cambiamento climatico

La strategia e il posizionamento del Gruppo assicurano una resilienza e capacita di mitigazione e adattamento rispetto all’evoluzione del contesto esterno associato ai cambiamenti climatici, grazie a una visione, un modello di business e un posizionamento di leadership allineati con l’Accordo di Parigi (COP21) e che insistono sugli assi di crescita sostenibile futuro delle utility e sulla flessibilita:

  • primo operatore privato mondiale in termini di capacità installata rinnovabile (~43 GW)9;
  • primo operatore privato di reti di distribuzione globale in termini di clienti serviti (~73 milioni);
  • primo operatore privato mondiale per base clienti retail power e gas (~70 milioni); 
  • circa 6 GW di demand response gestiti su scala mondiale.

La descrizione dei rischi e delle opportunità e stata elaborata tenendo in considerazione gli scenari di riferimento fisici e di transizione e con il supporto delle diverse componenti della valutazione strategica a lungo termine richiamate nella sezione sui rischi (per esempio analisi di materialita, analisi dei rischi ESG, analisi del panorama competitivo ecc.).

Il Gruppo sta lavorando per integrare progressivamente i modelli di analisi di scenario e di pianificazione strategica con quelli climatici al fine di stabilire relazioni piu precise e puntuali tra gli scenari climatici stessi, lo scenario macroeconomico ed energetico e i fondamentali di business.

I risultati presentati qui di seguito sono frutto di un’analisi preliminare di impatto che, mediante una valutazione dei potenziali effetti su un orizzonte di lungo termine (oltre il 2030) e il raffronto con il portafoglio del Gruppo lungo l’orizzonte di Piano Strategico (2019-2021), associa analisi di sensitivita di fenomeni di tipo operativo e industriale afferenti a variabili fisiche e di transizione.

Per quanto concerne i rischi e le opportunita associate a variabili fisiche, e prendendo a riferimento gli scenari dell’IPCC, e stato valutato l’andamento delle seguenti variabili e gli associati fenomeni operativi e industriali con potenziali rischi e opportunità: (i) variazione del livello medio delle temperature e potenziale incremento e/o riduzione del fabbisogno di energia elettrica; (ii) variazione del livello medio di precipitazioni piovose e nevose con potenziale incremento e/o riduzione della produzione idroelettrica; (iii) variazione del livello medio di irraggiamento solare e ventosità con potenziale incremento e/o riduzione della produzione solare ed eolica. Oltre alle dinamiche croniche sono state prese in considerazione e approfondite l’incidenza e la frequenza degli stessi eventi in ottica di eventi estremi recanti potenziali danni fisici rilevanti e inaspettati sugli asset; tuttavia queste analisi sono ancora in corso di perfezionamento. Secondo gli scenari presi a riferimento, il realizzarsi di variazioni significative delle variabili analizzate dal punto di vista cronico, seppur si prevede in aumento, e apprezzabile in modo materiale nell’orizzonte di piu lungo periodo.

Grazie all’integrazione fra la strategia economico-finanziaria e quella della sostenibilità e dell’innovazione, il Gruppo ha gia messo in campo una serie di azioni volte a mitigare i potenziali rischi e a sfruttare le opportunita relative alle variabili fisiche, tra cui in particolare il piano di digitalizzazione, volto, tra le altre cose, a implementare piani e sistemi di manutenzione predittiva e nello specifico piani di resilienza per le infrastrutture di rete di energia elettrica. Inoltre, Enel e presente nell’intera catena del valore dell’elettricita (generazione, distribuzione e vendita) e ha un portfolio di attivita diversificato, sia in termini di tecnologie di generazione (con un netto aumento di rinnovabili, principalmente eolico e solare) sia in termini di aree geografiche e mercati in cui opera, riducendo al minimo i rischi connessi ai cambiamenti climatici e le relative implicazioni finanziarie complessive.

Infine, il Gruppo adotta le migliori strategie di prevenzione e protezione anche al fine di ridurre i possibili impatti sulle comunità e sulle aree circostanti i propri asset. La totalita delle aree del Gruppo e soggetta alla certificazione ISO 14001 e le potenziali fonti di rischio sono monitorate attraverso l’implementazione di sistemi di gestione ambientale (SGA) riconosciuti a livello internazionale.

Per quanto concerne i rischi e le opportunità associati a variabili di transizione, prendendo a riferimento i diversi scenari sopra citati in combinazione con i diversi elementi che compongono il processo di identificazione del rischio (per esempio contesto competitivo, visione a lungo termine dell’industry, analisi di materialita ecc.), e stato valutato l’andamento dei seguenti driver e i relativi potenziali rischi e opportunità: (i) dando priorita quei fenomeni con maggiore rilevanza in termini climatici; (ii) distinguendo fra orizzonti di piu breve (meno di 3 anni), medio (3-5 anni) e lungo termine (oltre 5 anni); (iii) e collegando tali driver alle raccomandazioni della TCFD per la classificazione dei rischi e delle opportunita.

Rischi e opportunità di breve periodo e azioni strategiche di mitigazione e adattamento:

  • introduzione di leggi e regolamenti per traguardare la transizione e l’Accordo di Parigi, recanti l’introduzione di limiti emissivi piu stringenti e/o modifiche del mix di generazione non guidate da segnali di prezzo; 
  • crescente attenzione da parte dalla comunità finanziaria sui temi di ESG con potenziali futuri benefíci in termini di disponibilità di capitali, anche legati alla finanza sostenibile, e di nuovi prodotti e mercati (per esempio green e/o sustainable bond);
  • maturità tecnologica e piena competitività delle fonti energetiche rinnovabili sia di grande sia di piu piccola scala, con effettivi positivi sul ritorno degli investimenti.

Rischi e opportunità di medio periodo e azioni strategiche di mitigazione e adattamento:

  • utilizzo di modalità di trasporto più efficienti dal punto di vista del cambiamento climatico, con particolare riferimento allo sviluppo della mobilità elettrica e delle infrastrutture di ricarica
  • sviluppo e/o espansione di (nuovi) beni (per esempio storage) e/o servizi (per esempio “energia come un servizio”) a basso contenuto emissivo a seguito di progressi tecnologici e di spostamento degli investimenti dal lato dell’offerta a quello della domanda di energia per traguardare l’Accordo di Parigi, con benefíci in termini di nuove opportunita di ricavi; 
  • utilizzo di fonti energetiche a basso contenuto emissivo come mainstream dei mix energetici dei Paesi, con opportunità di sviluppo di risorse rinnovabili e di flessibilità del sistema elettrico ed energetico e impatti positivi in termini di ritorno sugli investimenti e nuove opportunità di business; 
  • incremento del livello di competizione e convergenza delle opportunità tra diversi settori, con opportunità di accesso a nuovi mercati e servizi e/o nuove partnership o di entrata di nuovi player nel business dell’energia; 
  • evoluzione della regolazione in ottica di integrazione delle nuove tecnologie rinnovabili e digitali e di spinta sulla resilienza delle infrastrutture, con potenziali benefíci in termini introduzione di nuovi meccanismi di remunerazione legati a logiche di performance ambientali e di innovazione.

Rischi e opportunità di lungo periodo e azioni strategiche di mitigazione e adattamento:

  • incertezza e volatilità dei driver di business (per esempio macroeconomia, energia, clima ecc.) in crescita e persistenti come nuovo paradigma di normalità, con effetti sui segnali di prezzo, sui costi delle materie prime e delle tecnologie, sul valore degli asset e sulla reputazione; 
  • progressivo aumento della decentralizzazione del settore energetico ed elettrico con spostamento verso risorse e tecnologie distribuite, che genera nuove opportunità di business e di investimento in ottica di centralita del cliente e di necessità infrastrutturali.

Grazie all’integrazione fra la strategia economico-finanziaria e quella della sostenibilità e dell’innovazione, il Gruppo ha gia messo in campo una serie di azioni volte a mitigare i potenziali rischi e sfruttare le opportunità relativi alle variabili di transizione. Piu in particolare si richiamano le principali azioni e direttrici rilevanti per la transizione energetica e climatica:

  • una strategia di decarbonizzazione del parco di generazione gestito che ha registrato una riduzione di fonti fossili termoelettriche di oltre 6 GW nel 2018 rispetto al 2015 e un aumento delle fonti rinnovabili di circa 6 GW portando la quota di generazione CO2 free al 51% e l’intensita emissiva a 0,36 kg CO2/kWheq. Il Piano prevede al 2021 la riduzione di ulteriori 7 GW termoelettrici e l’aggiunta di 11 GW rinnovabili che porterebbe la quota di generazione CO2 free al 62%10; 
  • strategia finanziaria volta all’integrazione delle tematiche ESG, che si concretizza in un approccio di gestione del debito in ottica sostenibile, anche attraverso l’emissione di green bond – in tal senso Enel ha emesso tre green bond per un ammontare complessivo di 3,5 miliardi di euro – e la collaborazione con le principali istituzioni finanziarie e banche di sviluppo internazionali (per esempio Banca Mondiale, Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e altre banche di sviluppo regionali); 
  • strategia di sviluppo delle fonti rinnovabili sia in ottica di grande scala con la Linea di Business Enel Green Power e con uno spread TIR/costo medio ponderato del capitale intorno a 150 pb, sia con la Linea di Business Enel X attraverso lo sviluppo di soluzioni distribuite per piccoli e grandi clienti; 
  • strategia di sviluppo per la mobilità elettrica e di nuovi servizi con la Linea di Business Enel X che al 2018 ha installato circa 3 MW di storage distribuito, gestisce circa 2,5 milioni di punti luce, 49.000 di punti di ricarica per veicoli elettrici tra pubblici e privati e oltre 4 milioni di unita immobiliari connesse in fibra ottica. Il Piano Industriale 2019- 2021 prevede di portare lo storage installato annuo a 173 MW, i punti luce a 3,4 milioni, i punti di ricarica a 455.000 e a 8,5 milioni le unita immobiliari connesse in fibra ottica; 
  • strategia di sviluppo di contratti PPA basati sulle fonti energetiche rinnovabili con operatori di vari settori, oltre a una serie di partnership tecnologiche e strategiche supportate da un’attività di innovazione che fa leva su una rete globale di Innovation Hub nata per intercettare le start-up ad alto potenziale tecnologico e trasformare le idee in soluzioni di business; 
  • piano di digitalizzazione degli asset, dei clienti e del capitale umano, che nel 2018 si e attestato a circa 1,5 miliardi di euro. A tal riguardo il Piano prevede complessivamente 5,4 miliardi di euro; 
  • piano di investimenti focalizzato interamente sulla transizione energetica ossia su fonti energetiche rinnovabili, reti e clienti. Nel corso degli anni dal 2015 al 2018 sono stati investiti circa 8 miliardi di euro l’anno, di cui oltre il 90% dedicato a prodotti, beni e/o servizi a basso contenuto emissivo e dunque per la transizione. Il Piano prevede di mantenere questo livello di investimenti e attenzione al cambiamento climatico.

Gestione del rischio

Il sistema integrato di gestione dei rischi di Gruppo

Nell’esercizio della sua attivita, che abbraccia diversi Paesi, mercati e settori, Enel e esposta a diverse tipologie di rischio nel breve e nel medio-lungo termine (per esempio rischio commodity, rischi finanziari, rischi strategici, tra cui anche quelli afferenti al cambiamento climatico). Per affrontare efficacemente gli eventi che potrebbero generare potenziali rischi e opportunità, Enel ha adottato il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (SCIGR). Tale sistema e costituito dall’insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire l’identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi aziendali nell’ambito del Gruppo. Il SCIGR, in particolare, concorre ad assicurare la salvaguardia del patrimonio sociale, l’efficienza e l’efficacia dei processi aziendali, l’affidabilita delle informazioni fornite agli organi sociali e al mercato, il rispetto di leggi e regolamenti nonché dello Statuto sociale e delle procedure interne.

Il Consiglio di Amministrazione, consapevole dell’importanza di identificare, gestire e monitorare i rischi derivanti dai cambiamenti climatici che possono influenzare il raggiungimento degli obiettivi aziendali, si impegna a sviluppare opportune linee guida che assicurino, a ogni livello del Gruppo, l’adozione di decisioni consapevoli e coerenti con la propensione al rischio.

A questo fine, il Consiglio di Amministrazione si avvale del Comitato Controllo e Rischi, anche a supporto delle valutazioni e delle decisioni relative all’approvazione delle relazioni finanziarie periodiche e del piano industriale. Il Comitato rilascia il proprio parere preventivo al Consiglio di Amministrazione anche sulle linee di indirizzo del SCIGR, in modo che i principali rischi concernenti Enel SpA e le societa da essa controllate – ivi inclusi i vari rischi che possono assumere rilievo nell’ottica della sostenibilità nel medio-lungo periodo – risultino correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati.

Inoltre, il Gruppo si e dotato di specifici comitati interni composti dal top management, cui spetta il governo e la supervisione nell’ambito della gestione, del monitoraggio e del controllo dei rischi.

Processo di identificazione dei rischi e delle opportunità

L’identificazione dei rischi e delle opportunità all’interno del processo di pianificazione strategica e industriale del Gruppo Enel e disegnata per affrontare in modo integrato il breve termine (meno di 3 anni), il business plan di medio termine (3-5 anni) e la revisione a lungo termine delle ambizioni (oltre i 5 anni).

La pianificazione di medio e lungo termine parte da una valutazione strategica del contesto esterno e delle questioni legate al cambiamento climatico, articolato sulle seguenti attività:

  • analisi degli scenari macroeconomici, energetici e climatici - Una serie di analisi e proiezioni a livello globale e locale per identificare i principali driver macroeconomici, energetici e climatici negli orizzonti di breve, medio e lungo termine; 
  • analisi del panorama competitivo - Una serie di analisi dedicate alla comparazione delle performance economiche, finanziarie, industriali ed ESG (Environmental, Social & Governance) di societa del settore Utility e di altre industrie, finalizzate a monitorare, indirizzare e sostenere il vantaggio competitivo e il posizionamento di leadership del Gruppo; 
  • visione industriale - Una panoramica delle macro-tendenze che incidono sull’attività aziendale, con una valutazione dei potenziali impatti sul business del Gruppo attraverso un ampio approccio collaborativo interno ed esterno; 
  • dialogo strategico - Un processo progressivo che coinvolge i dipendenti, il management e il Consiglio di Amministrazione per l’elaborazione della strategia. Questo processo garantisce che l’identificazione delle priorita del Gruppo sia condivisa; 
  • analisi dei rischi ESG - Analisi svolta per identificare i potenziali rischi ESG cui il Gruppo potrebbe essere esposto a causa della sua distribuzione geografica e delle attivita di business condotte, sulla base dell’analisi di studi esterni come il Global Risk Report del World Economic Forum, la valutazione dei principali analisti di investimenti ESG e studi interni come l’analisi di materialita o il processo di due diligence dei diritti umani; 
  • analisi dello scenario ESG e valutazione della materialità - Enel svolge un’analisi ESG e di materialità con una metodologia sviluppata prendendo in considerazione le linee guida elaborate in base a numerosi standard internazionali (per esempio Global Reporting Initiative, UN Global Compact, SDG Compass ecc.), con l’obiettivo di identificare e valutare le priorità per gli stakeholder e correlarle con la strategia di Gruppo.

Processo di valutazione dei rischi e delle opportunità

Enel e impegnata ad avviare e strutturare processi di valutazione e monitoraggio periodico dei rischi e delle opportunità associati all’evoluzione di variabili fisiche, afferenti a fenomeni di cambiamento climatico acuto e cronico, e associati a scenari di transizione, derivanti dall’evoluzione del contesto socio-economico e del quadro normativo/regolatorio nell’ambito della lotta al cambiamento climatico.

Per quanto riguarda la valutazione ex ante del livello di rischio, sarà presentata su base annuale al Comitato Controllo e Rischi l’analisi dei rischi di Piano, inclusiva dell’esposizione ai fattori connessi al cambiamento climatico. Per quanto concerne il monitoraggio ex post, si effettueranno attivita di revisione e valutazione periodica dei fattori di rischio, ivi incluse le principali variabili climatiche che possono influenzare gli obiettivi aziendali e l’attivita del Gruppo.

Tali attivita verranno poste in essere a partire dal prossimo esercizio, mentre a livello operativo e gia previsto il monitoraggio del rischio di danni su asset e infrastrutture legati a fenomeni climatici estremi o a disastri naturali e al rischio della conseguente prolungata indisponibilita di tali asset.

Processo di gestione dei rischi e delle opportunita

In attuazione del Piano Strategico, le Linee di Business presentano proposte di investimento, coerenti in termini di performance economico-finanziaria e di sostenibilità, all’approvazione di specifici organi aziendali composti dal top management, i Comitati per gli Investimenti, presenti sia a livello di Linea di Business sia a livello di Gruppo (per gli investimenti oltre una soglia predefinita o di contenuto innovativo).

L’approvazione da parte del Comitato per gli Investimenti e basata su una valutazione congiunta di elementi di redditività e di rischio. Il risk assessment comprende un’analisi quantitativa dei fattori di rischio economico, finanziario e operativo e un’analisi qualitativa di tutte le categorie di rischio al fine di identificare gli impatti sulla redditività dell’investimento e le opportune misure di mitigazione. Le unita preposte allo sviluppo del singolo progetto individuano quei fattori specifici che possono influenzare il risultato atteso dell’investimento, ivi inclusi alcuni dei rischi connessi con il cambiamento climatico e ambientale (per esempio un aumento della frequenza degli eventi ambientali estremi e i cambiamenti delle norme nazionali riguardanti la lotta al cambiamento climatico). Il Gruppo e impegnato a evolvere il framework di valutazione degli investimenti, al fine di includere in modo piu formale e strutturato la valutazione del contributo di ciascuna iniziativa presentata al miglioramento della resilienza al cambiamento climatico del Gruppo nel suo complesso.

Metriche e target

Si riportano di seguito le metriche e gli obiettivi utilizzati per misurare e gestire i rischi e le opportunità legati al cambiamento climatico.

Principali indicatori legati al cambiamento climatico

201820172018-2017
Generazione da fonte rinnovabile (incidenza % sul totale)39,532,76,8-
Generazione a zero emissioni (incidenza % sul totale)49,143,35,8-
Potenza efficiente netta certificata secondo lo standard ISO 14001 (incidenza % sul totale)98,599,0(0,5)-0,01%
Rendimento medio parco termoelettrico (%) (1)40,140,7(0,6)-
Emissioni specifiche di CO2 dalla produzione complessiva (kg CO2/ kWheq) (2)0,3690,411(0,042)-10,2%
Fabbisogno specifico di acqua per produzione complessiva (l/kWheq) (3)0,380,44(0,06)-13,6%
Prelievo di acqua in zone water stressed (%) (4)1293-
Produzione con consumo acqua in zone water stressed (%) (4)88--
Emissioni dirette di gas serra - Scope 1 (mln teq)94,80105,51(10,71)-10,2%
Emissioni indirette di gas serra - Scope 2 (mln teq) (5)1,091,19(0,10)-8,4%
Altre emissioni indirette di gas serra - Scope 3 (mln teq) (5)6,787,14(0,36)-5,1%
Totale consumi diretti di combustibile (Mtep)37,041,3(4,3)-10,4%
Prezzo di riferimento della CO2 (euro)13,05,37,7-
EBITDA per prodotti, servizi e tecnologie low carbon (miliardi di euro) (6)14,513,41,18,2%
CAPEX per prodotti, servizi e tecnologie low carbon (miliardi di euro) (6)7,57,6(0,1)-1,3%
Incidenza CAPEX per prodotti, servizi e tecnologie low carbon sul totale (%) (6)89,088,90,1-

(1) Le percentuali sono state calcolate secondo la nuova metodologia che non considera gli impianti O&G italiani in fase di dismissione/marginali. I valori non tengono in considerazione il consumo e la generazione per la cogenerazione relativa al parco termoelettrico russo. Il valore medio di rendimento e calcolato sugli impianti del parco ed e pesato sui valori di produzione.
(2) Le emissioni specifiche sono calcolate considerando il totale delle emissioni da produzione termoelettrica semplice, combinata di energia elettrica e calore, rapportate al totale della produzione rinnovabile, nucleare, termoelettrica semplice, produzione combinata di energia elettrica e calore (compreso il contributo del calore in MWh equivalenti).
(3) A seguito dell’adozione del nuovo GRI 303, da quest’anno il valore finora indicato come consumo specifico viene indicato come fabbisogno specifico. Con fabbisogno si intende il quantitativo complessivo di acqua prelevata, comprensivo del riutilizzo dei reflui, necessario al funzionamento della centrale. Il fabbisogno specifico da produzione complessiva e calcolato considerando il totale dei consumi di acqua da produzione termoelettrica semplice, combinata di energia elettrica e calore, nucleare, rapportato al totale della produzione termoelettrica semplice e combinata di energia elettrica e calore (compreso il contributo del calore in MWh), rinnovabile e nucleare. Non rientra in questo valore il prelievo di acqua utilizzata per il raffreddamento a ciclo aperto, che viene poi restituita al corpo idrico originario. Relativamente al 2018, il valore di fabbisogno di prelievo di acqua ha subíto una variazione dovuta a un cambio nel criterio di rendicontazione adottato nel settore nucleare, dove l’acqua di raffreddamento restituita al corpo idrico recettore non viene piu contabilizzata, al pari di quanto gia operato per tutti gli impianti che adottano un sistema di raffreddamento “a ciclo aperto”. Sulla base del ricalcolo, nel 2017 i prelievi complessivi di acqua per processi produttivi sono pari a 112,2 milioni di m3.
(4) Il World Resources Institute (WRI) ha definito “water-stressed area” una zona per la quale la disponibilita di acqua pro capite annua risulta inferiore a 1.700 m3.
(5) Emissioni di “Scope 2”: la stima delle emissioni indirette di CO2 relative al 2018 dovute ai consumi elettrici delle attivita di distribuzione di elettricita, movimentazione del combustibile, estrazione del carbone, gestione immobiliare e all’energia elettrica acquistata da rete dagli impianti idroelettrici e effettuata come prodotto dei consumi elettrici, per i rispettivi coefficienti ponderati di emissione specifica dell’intero mix di generazione dei Paesi in cui il Gruppo Enel opera (fonte: Enerdata - https://www.enerdata.net/). A seguito di un cambio di metodologia, il dato relativo al 2018 comprende anche l’energia acquistata dalla rete per il pompaggio degli impianti idroelettrici. La quota di emissioni relativa alle perdite di rete per l’energia elettrica consumata e stata inclusa nello Scope 3, e non piu nelle Emissioni di Scope 2. Il dato relativo al 2017 e stato ricalcolato. “Scope 3”: la stima delle emissioni indirette di CO2 relative al 2018 e provenienti dal trasporto del carbone via mare e effettuata a partire dal quantitativo trasportato (equivalente al 69,5% del totale del carbone utilizzato), prendendo in considerazione navi Panamax con portate di 67.600 tonnellate, che coprono distanze medie di 700 miglia marine percorse in 22 giorni di crociera, con un consumo di 35 tonnellate al giorno di olio combustibile, e un coefficiente di emissione di 3,2 kg di CO2 per ogni litro di olio bruciato, considerando anche i tre giorni di sosta per lo scarico cui e associato un consumo di 5 tonnellate di olio combustibile. La stima delle emissioni indirette di CO2 provenienti dal trasporto ferroviario del carbone e effettuata a partire dal quantitativo trasportato (equivalente al 30,5% del carbone utilizzato) e prendendo in considerazione treni con portate di 1.100 tonnellate, che coprono distanze medie di 1.400 km con un consumo di 6,9 kWh/t per ogni 100 km trasportati e un coefficiente di emissione medio di Enel nel mondo. La stima delle emissioni indirette di CO2 provenienti dal trasporto dei materiali di consumo, olio combustibile, gasolio, biomassa solida, CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) e rifiuti e effettuata, a partire dai quantitativi trasportati di materie prime, prendendo in considerazione autocarri con portate di 28 tonnellate, che coprono distanze medie (di andata e ritorno) di 75 km con un consumo di 1 litro di gasolio per ogni 3 km percorsi e un coefficiente di emissione di 3 kg di CO2 per ogni litro di gasolio bruciato.
Il dato e una stima approssimata delle emissioni fuggitive di metano (CH4) del carbone importato e utilizzato dal Gruppo Enel per la produzione termoelettrica. Il dato non tiene conto delle emissioni dovute al trasporto di lignite. In seguito al nuovo approccio metodologico i dati relativi al 2017 sono stati ricalcolati. La quota di emissioni relativa alle perdite di rete per l'energia elettrica consumata e stata inclusa nello Scope 3, e non piu nelle Emissioni di Scope 2.
(6) Nella categoria di “prodotti, servizi e tecnologie low carbon” sono considerate le Linee di Business: Enel Green Power, Infrastrutture e Reti, Enel X e Mercato (per l’80%, escludendo il gas).

Potenza efficiente netta per fonte di energia primaria

MW
201820172018-2017
Potenza efficiente netta termoelettrica:
- carbone15.82815.965-137-0,9%
- ciclo combinato (CCGT) (1)17.24417.251-7-
- olio combustibile/gas (1)10.02710.078-51-0,5%
Totale43.09943.294-195-0,5%
Potenza efficiente netta nucleare3.3183.318--
Potenza efficiente netta rinnovabile:
- idroelettrico27.84427.799450,2%
- eolico8.1907.43175910,2%
- geotermoelettrico80480220,2%
- biomasse e cogenerazione4257-15-26,3%
- altro2.3222.2161064,8%
Totale39.20338.3058982,3%
Potenza efficiente netta complessiva85.62084.9177030,8%

(1) Dato ricalcolato sulla base di una riclassificazione degli impianti TG.

Potenza efficiente netta per area geografica

MW
201820172018-2017
Italia27.62427.652(28)-0,1%
Iberia22.71722.732(15)-0,1%
Sud America20.99720.5444532,2%
Russia8.8798.879--
Nord e Centro America3.8263.5332938,3%
Romania534534--
Grecia307307--
Bulgaria4242--
India172172--
Sudafrica522522--
Potenza efficiente netta complessiva85.62084.9177030,8%

Energia elettrica netta prodotta per fonte di energia primaria

GWh
201820172018-2017
Energia elettrica netta prodotta da fonte termoelettrica:
- carbone64.36670.497(6.131)-8,7%
- ciclo combinato (CCGT)38.13444.381(6.247)-14,1%
- olio combustibile/gas24.83226.855(2.023)-7,5%
Totale127.332141.733(14.401)-10,2%
Energia elettrica netta prodotta da fonte nucleare24.06726.448(2.381)-9,0%
Energia elettrica netta prodotta da fonte rinnovabile:
- idroelettrico65.89355.36310.53019,0%
- eolico22.16117.8274.33424,3%
- geotermoelettrico5.8815.820611,0%
- biomasse e cogenerazione108108--
- altro4.8972.5772.32090,0%
Totale98.94081.69517.24521,1%
Energia elettrica netta prodotta complessiva250.339249.8764630,2%

Energia elettrica netta prodotta per area geografica

GWh
201820172018-2017
Italia53.23253.518(286)-0,5%
Iberia74.19378.618(4.425)-5,6%
Sud America67.89764.6273.2705,1%
Russia39.18239.830(648)-1,6%
Nord e Centro America12.4339.7932.64027,0%
Romania1.2271.358(131)-9,6%
Grecia577548295,3%
Bulgaria91103(12)-11,7%
India315325(10)-3,1%
Sudafrica1.1921.156363,1%
Energia elettrica netta prodotta complessiva250.339249.8764630,2%

In aggiunta agli obiettivi inclusi nella sezione “Strategia”, si riportano di seguito gli ulteriori target legati alla lotta al cambiamento climatico.

Obiettivi

Generazione a zero emissioni (incidenza % sul totale)(1)62 nel 2021
Emissioni specifiche di CO2 dalla produzione netta complessiva (kgCO2/kWheq)(2)<0,350 nel 2020 (-25% rispetto al 2007)
0,23 nel 2030 (-44% rispetto al 2015)
Potenza efficiente netta rinnovabile (GW)(3)53,9 nel 2021
Potenza efficiente netta termoelettrica e nucleare (GW)39,5 nel 2021
Energia elettrica netta prodotta da fonte rinnovabile (TWh)(1)132 nel 2021
Energia elettrica netta prodotta da fonte termoelettrica e nucleare (TWh)124 nel 2021
Fabbisogno specifico di acqua per produzione complessiva (l/kWheq)(4)-35% nel 2030 (rispetto al 2015)

(1) Include la produzione da capacità gestita.
(2) Le emissioni specifiche sono calcolate considerando il totale delle emissioni da produzione termoelettrica semplice, combinata di energia elettrica e calore, rapportate al totale della produzione rinnovabile, nucleare, termoelettrica semplice, produzione combinata di energia elettrica e calore (compreso il contributo del calore in MWh equivalenti).
(3) Include la capacità gestita.
(4) A seguito dell’adozione del nuovo GRI 303, da quest’anno il valore finora indicato come consumo specifico viene indicato come fabbisogno specifico. Con fabbisogno si intende il quantitativo complessivo di acqua prelevata, comprensivo del riutilizzo dei reflui, necessario al funzionamento della centrale. Il fabbisogno specifico da produzione complessiva è calcolato considerando il totale dei consumi di acqua da produzione termoelettrica semplice, combinata di energia elettrica e calore, nucleare, rapportato al totale della produzione termoelettrica semplice e combinata di energia elettrica e calore (compreso il contributo del calore in MWh), rinnovabile e nucleare. Non rientra in questo valore il prelievo di acqua utilizzata per il raffreddamento a ciclo aperto, che viene poi restituita al corpo idrico originario.

Nel 2018 Enel ha una capacità installata pari a 85,6 GW, in aumento rispetto al 2017 di circa 0,7 GW a seguito dell’entrata in funzione di nuovi impianti rinnovabili. In particolare, tale aumento si attribuisce ai nuovi impianti eolici negli Stati Uniti e solari in Messico. La capacità addizionale installata nel 2018 e pari a 2,7 GW, principalmente sul territorio del Nord, Centro e Sud America. La differenza tra l’aumento complessivo della capacità del Gruppo e la nuova capacità rinnovabile e dovuta al fatto che durante l’anno alcuni impianti rinnovabili sono usciti dal perimetro consolidato del Gruppo entrando nel processo di BSO (“Build, Sell and Operate”).

La produzione 2018 risulta pari a 250 TWh, stabile rispetto al 2017. La generazione complessiva mostra tuttavia un cambiamento nel mix di produzione, con una riduzione della componente termoelettrica compensata da una maggiore produzione da fonte rinnovabile, principalmente idroelettrica, ma anche eolica e solare. Come conseguenza l’energia prodotta da Enel nel 2018 da fonti a emissioni zero si attesta a circa il 49%, in considerevole aumento rispetto al 2017.

In un’ottica di riduzione dell’impatto ambientale, il Gruppo si e prefissato l’obiettivo di raggiungere nel 2020 un’emissione specifica di CO2 minore di 0,35 kg/kWheq. Tale obiettivo risulta in linea con il target previsto al 2030, anno nel quale il Gruppo prevede di ridurre le emissioni specifiche di CO2 a un valore pari a 0,23 kg/kWheq. Le emissioni assolute di CO2 risultano in netta diminuzione rispetto al 2017, a fronte della sensibile riduzione della produzione termoelettrica netta del Gruppo, in particolare da carbone e da cicli combinati. Nel 2018 il valore delle emissioni specifiche di CO2 (0,369 kg/kWheq) risulta in diminuzione del 10% rispetto all’anno precedente (0,411 kg/kWheq). Anche i valori relativi alle altre emissioni specifiche in atmosfera, SO2 e NOx, registrano valori in diminuzione pari rispettivamente a circa l‘11% e il 9%. Le polveri mostrano una sensibile riduzione (-37%) rispetto al 2017, dovuta principalmente a lavori di efficientamento in Russia nel sistema di abbattimento polveri e, secondariamente, a una minore produzione termoelettrica da carbone in Italia e Spagna.

Gli obiettivi definiti da Enel nell’ambito della strategia volta a fronteggiare il cambiamento climatico includono anche determinate assunzioni – quali per esempio un prezzo di riferimento della CO2 di 18 euro nel 2021 – e portano a prevedere, tra le altre:

  • EBITDA per prodotti, servizi e tecnologie low carbon11 pari a 17 miliardi di euro nel 2021; 
  • CAPEX per prodotti, servizi e tecnologie low carbon pari a 7,7 miliardi di euro nel 2021;
  • incidenza CAPEX per prodotti, servizi e tecnologie low carbon sul totale pari al 90,1% nel 2021.

11 Nella categoria di “prodotti, servizi e tecnologie low carbon” sono considerate le Linee di Business: Enel Green Power, Infrastrutture e Reti, Enel X e Mercato (per l’80%, escludendo il gas).