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Principali rischi e incertezze

Per la natura del proprio business, il Gruppo è esposto a diverse tipologie di rischi, e in particolare a rischi di natura finanziaria, rischi industriali e ambientali, rischi strategici derivanti dall’evoluzione del contesto di mercato, nonché rischi legati alla sostenibilità e al cambiamento climatico.

Per mitigare l’esposizione a tali rischi, Enel svolge specifiche attività di analisi, misurazione, monitoraggio e gestione che sono descritte nei successivi paragrafi.

Si rinvia inoltre allo “Scenario di riferimento” per un‘analisi puntuale dei fattori che costituiscono alcuni dei presupposti fondamentali di tali rischi.

Rischi strategici legati all’evoluzione del contesto di mercato, competitivo e regolatorio

In data 20 novembre 2018 il Gruppo Enel ha presentato alla comunità finanziaria il Piano Strategico relativo al periodo 2019-2021, contenente le linee guida strategiche e gli obiettivi di crescita economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Il documento utilizzato per la presentazione, “Capital Markets Day - Strategic Plan 2019-2021”, è disponibile al pubblico sul sito del Gruppo Enel www.enel.com nella sezione Investors Relations.

Il Piano Strategico del Gruppo Enel e realizzato mediante un processo che coinvolge tutte le Linee di Business e i Paesi/Regioni del Gruppo Enel, che predispongono i relativi piani di azione a partire dagli orientamenti strategici definiti dalla Capogruppo; tali piani vengono infine consolidati nel Piano Strategico di Gruppo.

L’elaborazione del Piano Strategico Enel si basa, tra l’altro, su talune assunzioni relative a eventi futuri che il management si aspetta si verificheranno e azioni che lo stesso intende intraprendere nel momento in cui esso viene elaborato, nonché assunzioni generali relative a eventi futuri e azioni del management che non necessariamente si verificheranno, che dipendono sostanzialmente da variabili non controllabili dal management. Più in particolare, il Piano Strategico e basato su assunzioni sia di scenario sia di orientamenti di posizionamento del business; tra le prime si segnalano, evidentemente, l’evoluzione dei prezzi dell’energia elettrica, del gas, dei combustibili e delle materie prime, l’evoluzione della domanda di energia elettrica e gas nei mercati dove i rispettivi Gruppi operano, l’andamento di variabili macroeconomiche, nonché l’evoluzione del quadro regolatorio.

Il Piano Strategico 2019-2021, elaborato sulla base delle suddette assunzioni include le seguenti stime e dati previsionali, con riferimento agli anni 2019, 2020, 2021 e crescite medie 2019-2021. Il raggiungimento degli obiettivi e basato su un insieme di ipotesi di realizzazione di eventi futuri e di azioni che il Gruppo Enel ritiene di intraprendere, incluse assunzioni di carattere generale e ipotetico relative a eventi futuri e azioni che non necessariamente si verificheranno.

Pertanto, i dati previsionali, essendo basati su ipotesi di eventi futuri e azioni intraprese, o ancora da intraprendere, dal management, sono caratterizzati da connaturati elementi di soggettivita e incertezza e, in particolare, dalla rischiosità che eventi preventivati e azioni dai quali traggono origine possono non verificarsi ovvero possono verificarsi in misura e in tempi diversi da quelli prospettati, mentre potrebbero verificarsi eventi e azioni non prevedibili al tempo della loro preparazione. Pertanto, gli scostamenti fra valori consuntivi e valori preventivati potrebbero essere significativi.

Inoltre, i mercati e i business nei quali il Gruppo e presente sono interessati da processi di progressiva e crescente competizione ed evoluzione, da un punto vista competitivo, tecnologico e di regolamentazione, con tempistiche differenti da Paese a Paese. Come risultato di questi processi, il Gruppo e esposto a una crescente pressione competitiva.

I rischi di business che derivano dalla naturale partecipazione del Gruppo a mercati che presentano queste caratteristiche, sono stati fronteggiati con una strategia di integrazione lungo la catena del valore, con una sempre maggiore spinta all’innovazione tecnologica, alla diversificazione e all’espansione geografica. In particolare, le azioni poste in essere hanno prodotto lo sviluppo di un portafoglio clienti sul mercato libero in una logica di integrazione a valle sui mercati finali, l’ottimizzazione del mix produttivo migliorando la competitività degli impianti sulla base di una leadership di costo, la ricerca di nuovi mercati con forti potenzialita di crescita e lo sviluppo delle fonti rinnovabili con adeguati piani di investimento in diversi Paesi.

Spesso il Gruppo si trova a operare in mercati regolamentati o regimi regolati e il cambiamento delle regole di funzionamento di tali mercati e regimi, nonché le prescrizioni e gli obblighi che li caratterizzano, possono influire sull’andamento della gestione e dei risultati del Gruppo stesso.

A fronte dei rischi che possono derivare da tali fattori, si e operato per intensificare i rapporti con gli organismi di governo e regolazione locali adottando un approccio di trasparenza, collaborazione e proattività nell’affrontare e rimuovere le fonti di instabilita dell’assetto regolatorio.

Rischi legati alle emissioni di CO2

L’emissione di anidride carbonica (CO2), oltre a rappresentare uno dei fattori che può influenzare sensibilmente la gestione del Gruppo, rappresenta una delle maggiori sfide che il Gruppo stesso, a tutela dell’ambiente, sta affrontando.

La normativa comunitaria sul sistema di scambio di quote di anidride carbonica (CO2) impone oneri per il settore elettrico.

Al fine di ridurre i fattori di rischio legati alla normativa in materia di CO2, il Gruppo svolge un’attività di presidio dello sviluppo e dell’attuazione della normativa comunitaria e nazionale, diversifica il mix produttivo a favore di tecnologie e fonti a basso tenore di carbonio, con particolare attenzione alle fonti rinnovabili e al nucleare, sviluppa strategie che gli consentono di acquisire quote a un costo più competitivo, ma soprattutto migliora le prestazioni ambientali dei propri impianti incrementandone l’efficienza energetica.

Ulteriori informazioni su questa categoria di rischi sono disponibili nella sezione “Sostenibilità e lotta al cambiamento climatico“.

Rischi di natura finanziaria

Nell’esercizio della sua attività Enel e esposta a diversi rischi di natura finanziaria che, se non opportunamente mitigati, possono direttamente influenzarne il risultato. Essi includono i rischi di mercato, il rischio di credito e il rischio di liquidità.

Enel ha adottato un sistema di governance dei rischi finanziari che prevede la presenza di specifici comitati interni, composti dal top management e presieduti dagli Amministratori Delegati delle società interessate, cui spettano le attività di indirizzo strategico e di supervisione della gestione dei rischi, nonché la definizione e l’applicazione di specifiche policy, a livello di Gruppo e di singole Regioni, Paesi e Linee di Business Globali, che definiscono i ruoli e le responsabilità per i processi di gestione, monitoraggio e controllo dei rischi nel rispetto del principio della separazione organizzativa fra le strutture preposte alla gestione e quelle responsabili del monitoraggio e del controllo dei rischi.

La governance dei rischi finanziari prevede, inoltre, la definizione di un sistema di limiti operativi, a livello di Gruppo e di singole Regioni, Paesi e Linee di Business Globali, per ogni rischio, periodicamente monitorati dalle unità deputate al controllo dei rischi. Il sistema di limiti costituisce per il Gruppo un supporto alle decisioni finalizzato al raggiungimento degli obiettivi.

Per un maggiore approfondimento sulla gestione dei rischi finanziari si rimanda alla nota 44 del Bilancio consolidato.

Rischi di mercato

I rischi di mercato ai quali il Gruppo e esposto sono connessi all’oscillazione dei prezzi delle commodity, dei tassi di cambio e dei tassi di interesse.

Allo scopo di contenere l’esposizione ai rischi di mercato all’interno dei limiti operativi, Enel si serve anche di contratti derivati.

Rischio di prezzo commodity e continuita degli approvvigionamenti

Enel opera sui mercati energetici e per questa sua attività e esposta alle variazioni dei prezzi di combustibili ed energia elettrica, che ne possono influenzare in modo significativo i risultati.

Per mitigare tale esposizione, il Gruppo ha sviluppato una strategia di stabilizzazione dei margini che prevede il ricorso alla contrattualizzazione anticipata sia dell’approvvigionamento dei combustibili sia delle forniture ai clienti finali e agli operatori del mercato all’ingrosso.

Enel si e dotata, inoltre, di una procedura formale che prevede la misurazione del rischio residuo, la definizione di un limite di rischio massimo accettabile e la realizzazione di operazioni di copertura mediante il ricorso a contratti derivati sia sui mercati regolamentati sia sui mercati over the counter (OTC).

Allo scopo di mitigare il rischio di interruzione delle forniture di combustibili, il Gruppo ha sviluppato una strategia di diversificazione delle fonti di approvvigionamento, ricorrendo a fornitori dislocati in differenti aree geografiche.

Rischio di tasso di cambio

In ragione della diversificazione geografica, dell’accesso ai mercati internazionali per l’emissione di strumenti di debito e dell’operatività sulle commodity, le società del Gruppo sono esposte al rischio che variazioni dei tassi di cambio tra la divisa di conto e le altre divise generino variazioni inattese delle grandezze economiche e patrimoniali riportate nei rispettivi bilanci di esercizio.

Dato l’attuale assetto di Enel, l’esposizione al rischio di tasso di cambio e principalmente legata al dollaro statunitense e deriva da:

  • flussi di cassa connessi alla compravendita di combustibili ed energia;
  • flussi di cassa relativi a investimenti, a dividendi derivanti da consociate estere e a flussi relativi alla compravendita di partecipazioni;
  • flussi di cassa connessi a rapporti commerciali;
  • attività e passività finanziarie.

Il bilancio consolidato del Gruppo è inoltre soggetto al rischio di tasso di cambio derivante dalla conversione in euro delle poste relative alle partecipazioni in società la cui divisa di conto e diversa dall’euro (c.d. “rischio traslativo”).

La politica di gestione del rischio di tasso di cambio e orientata alla copertura sistematica delle esposizioni alle quali sono soggette le società del Gruppo, a eccezione del rischio traslativo.

Appositi processi operativi garantiscono la definizione e l’attuazione di opportune strategie di hedging, che tipicamente impiegano contratti finanziari derivati stipulati sui mercati OTC.

Rischio di tasso di interesse

Il Gruppo è esposto al rischio che variazioni del livello dei tassi di interesse comportino variazioni inattese degli oneri finanziari netti o del valore di attività e passività finanziarie valutate al fair value.

L’esposizione al rischio di tasso di interesse deriva principalmente dalla variabilità delle condizioni di finanziamento, in caso di accensione di un nuovo debito, e dalla variabilità dei flussi di cassa relativi agli interessi prodotti dalla porzione di debito a tasso variabile.

La politica di gestione del rischio di tasso di interesse mira al contenimento degli oneri finanziari e della loro volatilità mediante l’ottimizzazione del portafoglio di passività finanziarie del Gruppo e anche attraverso la stipula di contratti finanziari derivati sui mercati OTC.

Rischio di credito

Le operazioni commerciali, su commodity e di natura finanziaria espongono il Gruppo al rischio di credito, ovvero all’eventualità di un peggioramento del merito creditizio delle controparti che causa effetti avversi sul valore atteso della posizione creditoria e, relativamente ai soli crediti commerciali, incremento dei tempi medi di incasso.

Pertanto, l’esposizione al rischio di credito e riconducibile alle seguenti tipologie di operatività:

  • vendita e distribuzione di energia elettrica e gas nei mercati liberi e regolamentati e fornitura di beni e servizi (crediti commerciali);
  • attività di negoziazione che comportano uno scambio fisico o da operazioni su strumenti finanziari (portafoglio commodity);
  • attività di negoziazione di strumenti derivati, depositi bancari e più in generale di strumenti finanziari (portafoglio finanziario).

La politica di gestione del rischio di credito, derivante da attività commerciali, prevede la valutazione preliminare del merito creditizio delle controparti e l’adozione di strumenti di mitigazione quali l’acquisizione di garanzie reali o personali.

Inoltre, il Gruppo pone in essere operazioni di cessione dei crediti senza rivalsa (pro soluto), che danno luogo all’integrale eliminazione dal bilancio delle corrispondenti attività oggetto di cessione.

Con riferimento, infine, all’operatività finanziaria e su commodity, la mitigazione del rischio è perseguita attraverso la diversificazione di portafoglio (prediligendo controparti con merito creditizio elevato) nonché l’adozione di specifici framework contrattuali standardizzati che prevedono clausole di mitigazione del rischio (per esempio netting) ed eventualmente lo scambio di cash collateral.

Rischio di liquidità

Il rischio di liquidità e il rischio che il Gruppo, pur essendo solvibile, non sia in grado di far fronte tempestivamente ai propri impegni, o che sia in grado di farlo solo a condizioni economiche sfavorevoli a causa di situazioni di tensione o crisi sistemica (per esempio credit crunch, crisi del debito sovrano ecc.) o della mutata percezione della sua rischiosità da parte del mercato.

Tra i fattori che definiscono la rischiosità percepita dal mercato, il merito creditizio, assegnato a Enel dalle agenzie di rating, riveste un ruolo determinante poiché influenza la sua possibilità di accedere alle fonti di finanziamento e le relative condizioni economiche. Un peggioramento di tale merito creditizio potrebbe, pertanto, costituire una limitazione all’accesso al mercato dei capitali e/o un incremento del costo delle fonti di finanziamento, con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

Nel corso del 2018 la valutazione del profilo di rischio di Enel attribuita dalle agenzie di rating non ha subíto variazioni. Pertanto, al termine dell’esercizio, il rating di Enel e pari a: (i) “BBB+” con outlook stabile, secondo Standard & Poor’s; (ii) “BBB+” con outlook stabile, secondo Fitch; e (iii) “Baa2” con outlook stabile, secondo Moody’s. Si ricorda inoltre che nel febbraio 2019 Fitch ha rivisto in positivo il rating assegnato a Enel portandolo da “BBB+” ad A-.

La politica di gestione del rischio di liquidità di Enel e finalizzata al mantenimento di disponibilità liquide sufficienti a far fronte agli impegni attesi per un determinato orizzonte temporale senza far ricorso a ulteriori fonti di finanziamento, nonché al mantenimento di una riserva prudenziale di liquidità, sufficiente a far fronte a eventuali impegni inattesi. Inoltre, al fine di rispettare gli impegni di medio e lungo termine, Enel persegue una strategia di gestione dell’indebitamento che prevede una struttura diversificata delle fonti di finanziamento, cui ricorre per la copertura dei propri fabbisogni finanziari, e un profilo di scadenze equilibrato.

Rischio Paese

I ricavi del Gruppo Enel sono di fonte estera ormai per circa il 50% dell’ammontare totale; la forte internazionalizzazione del Gruppo – localizzato in varie regioni, tra cui Sud America, Nord America, Africa e Russia – sottopone Enel all’obbligo di considerare e valutare il cosiddetto “rischio Paese”, consistente nei rischi di natura macroeconomica e finanziaria, regolatori e di mercato, geopolitica e sociale il cui verificarsi potrebbe determinare un effetto negativo sia sui flussi reddituali sia sulla protezione degli asset aziendali.

Enel, a tal proposito, si e dotata di un modello di valutazione del rischio Paese capace di monitorare puntualmente la rischiosità dei Paesi all’interno del proprio perimetro. Al fine di mitigare il rischio Paese il modello supporta i processi di allocazione del capitale e di valutazione d’investimento.

Nel 2018 l’economia mondiale è cresciuta di circa il 3%, in linea con i ritmi del 2017. Gli Stati Uniti e la Cina guidano l’espansione mondiale, mentre l’Eurozona registra tassi di crescita più contenuti. Tuttavia, si intravedono i primi segnali di rallentamento e permangono i rischi di natura politica ed economica. Tra i fattori economici sono da sottolineare le criticità legate alla sostenibilità dei bilanci fiscali governativi a fronte degli investimenti necessari per aumentare la produttività, o alla scarsa diversificazione dei Paesi sudamericani, che li rende maggiormente esposti ad andamenti congiunturali, o ancora al diffondersi di misure protezionistiche come opzione per il rilancio delle economie nazionali.

La normalizzazione delle politiche monetarie nei Paesi avanzati, soprattutto negli Stati Uniti, ha generato forti pressioni sui mercati emergenti (in particolare quelli strutturalmente più deboli); tra questi si evidenzia un aumento del rischio in Argentina (riscontrato anche nel rating del Paese nel modello su entrambe le dimensioni macroeconomica e socio-politica), legato al deterioramento delle condizioni economiche (e.g. l’economia e entrata in recessione nel 2018) e all’incertezza del contesto politico interno. Il Governo, nel tentativo di rassicurare i mercati e di coprire i propri bisogni finanziari, ha raggiunto un accordo con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per un piano di aiuti di oltre 55 miliardi di dollari statunitensi vincolato all’azzeramento del deficit primario entro il 2019 e al conseguimento di un surplus primario dell’1% nel 2020 (espresso in termini di PIL). Il rischio principale è legato alla possibilità di proseguire il percorso di recupero alla luce delle elezioni politiche che si terranno nell‘ottobre 2019.

In Europa continuano senza significativi progressi le trattative riguardanti la Brexit, con l’ulteriore rinvio da parte del Parlamento britannico dell’approvazione dell’accordo preliminare raggiunto tra il primo ministro, Theresa May, e l’Unione Europea. Tra le economie europee di interesse per il Gruppo, l’Italia ha registrato un aumento del rischio, recepito nelle proiezioni del modello. Infatti, l’incertezza riguardo la politica fiscale del Governo, le tensioni con l’Unione Eu ropea riguardo agli obiettivi di bilancio e all’incertezza dello scenario politico interno hanno contribuito, insieme a fattori congiunturali, al progressivo rallentamento dell’economia che potrebbe entrare in recessione tecnica nella seconda metà del 2019.

Rischi legati al cambiamento climatico

Rischi fisici legati al cambiamento climatico

I rischi fisici derivanti dal cambiamento climatico possono essere legati a singoli eventi o a variazioni di lungo termine nei modelli climatici. Eventi meteorologici estremi e disastri naturali espongono il Gruppo al rischio di danni ad asset e infrastrutture, con la conseguente possibilità di prolungata indisponibilità degli asset coinvolti. Inoltre, il Gruppo è esposto al rischio di impatti sul funzionamento degli asset, correlati a cambiamenti climatici graduali (per esempio temperatura dell’aria e dell’acqua, piovosita, ventosita).

Enel è presente nell’intera catena del valore dell’elettricità (generazione, distribuzione e vendita) e ha un portafoglio di attività diversificato, sia in termini di tecnologie di generazione sia in termini di aree geografiche e mercati in cui opera, mitigando i rischi connessi ai cambiamenti nei modelli climatici e le relative implicazioni finanziarie complessive.

Inoltre, il Gruppo fa ricorso alle migliori strategie di prevenzione e protezione, anche con l’obiettivo di ridurre i possibili impatti sulle comunità e le aree circostanti gli asset: vengono quindi svolte costanti attività di monitoraggio e previsione meteorologica nelle aree in cui si trovano gli asset più esposti. Vengono inoltre condotti numerosi interventi di incremento della resilienza sugli asset più esposti agli eventi meteorologici estremi o a disastri naturali. Tutte le aree del Gruppo sono sottoposte a certificazione ISO 14001 e attraverso l’applicazione di Sistemi di Gestione Ambientale (SGA), riconosciuti a livello internazionale, le potenziali fonti di rischio sono monitorate affinché ogni criticità possa essere rilevata tempestivamente.

Ulteriori informazioni sui dettagli di questa categoria di rischi sono disponibili nella sezione “Sostenibilità e lotta al cambiamento climatico“.

Rischi di transizione legati al cambiamento climatico

La transizione verso un modello energetico low carbon può implicare rischi legati a modifiche normative/regolatorie, politiche, legali, tecnologiche e di mercato associate alla lotta al cambiamento climatico, con un effetto sul breve, medio e lungo termine. In questo senso, questioni come i crescenti obblighi di reporting sulle emissioni e altri requisiti legali, l’uso di fonti energetiche a basse emissioni e la ridotta esposizione ai combustibili fossili, l’incertezza nei segnali di mercato con potenziali variazioni impreviste dei prezzi dell’energia, l’aumento dei prezzi delle materie prime o il crescente interesse degli stakeholder sul clima, sono i fattori di rischio legati al cambiamento climatico cui Enel può essere esposta e che possono potenzialmente influenzare la performance finanziaria dell’azienda.

Il Gruppo si impegna per un miglioramento continuo delle attività esistenti in termini di impatto ambientale, attraverso i propri obiettivi di riduzione delle emissioni, in primis quello di “generazione a zero emissioni” al 2050, e adotta una strategia mirata alla crescita attraverso lo sviluppo di tecnologie e servizi low carbon, in linea con gli obiettivi del COP21.

Inoltre, al fine di mitigare i rischi derivanti dagli aspetti legali e normativi legati ai cambiamenti climatici, il Gruppo intrattiene con le autorità e gli enti regolatori locali e internazionali rapporti caratterizzati da un approccio trasparente e collaborativo.

Ulteriori informazioni sui dettagli di questa categoria di rischi sono disponibili nella sezione “Sostenibilità e lotta al cambiamento climatico“.

Rischi legati ad attacchi cibernetici (“cyber”)

L’era della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica implica per le organizzazioni una crescente esposizione agli attacchi cibernetici, che diventano sempre più numerosi e sofisticati anche in relazione ai cambiamenti del contesto di riferimento. La complessità organizzativa del Gruppo e la numerosita degli ambienti da cui e caratterizzata (i dati, le persone e il mondo industriale) espongono gli asset al rischio di attacchi. Il Gruppo Enel ha adottato un modello di gestione di tali rischi che si fonda su una visione “sistemica”, che si applica sia al settore dell’Information Technology tradizionale sia al settore industriale (Operational Technology), tenendo in considerazione anche il collegamento in rete di “oggetti” smart (Internet of Things). In particolare, Enel si è dotata di una politica, “Cyber Security Framework”, per indirizzare e gestire le attività di cyber security, che prevede il coinvolgimento delle aree di business, il recepimento delle indicazioni normative, regolatorie e legali, l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, la predisposizione di processi aziendali ad hoc e la consapevolezza delle persone. Il Framework pone a fondamento delle decisioni strategiche e delle attività di progettazione un approccio “risk-based” e un modello di progettazione e sviluppo che vede definite le opportune misure di sicurezza nell’intero ciclo di vita di applicazioni, processi e servizi (“cyber security by design”).

Enel ha anche creato un proprio CERT (Cyber Emergency Readiness Team), attivo, riconosciuto e accreditato dalle comunità nazionali e internazionali, al fine di indirizzare una risposta industrializzata alle minacce e agli incidenti cyber.