You are here

Lettera agli azionisti e agli altri stakeholder

Lettera agli azionisti e agli altri stakeholder

Cari azionisti, cari stakeholder,

il 2018 è stato un altro anno di grandi risultati. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Oggi siamo un’azienda caratterizzata da maggiore sostenibilità, efficienza, redditività e da un minore livello di rischio: elementi fondamentali per poter continuare ad attrarre e remunerare adeguatamente i nostri investitori e creare valore duraturo per tutti gli stakeholder.
Tra gli operatori privati ci confermiamo leader nelle principali dimensioni della transizione energetica: 73 milioni di utenti finali, 43 GW di capacità rinnovabile installata, 70 milioni di clienti retail (elettricità e gas) e 6,2 GW in gestione attiva della domanda.
Enel opera in maniera globale lungo l’intera catena del valore. Questo approccio strategico e la capacità operativa lungo questa linea sono leve fondamentali che, anche nel corso del 2018, hanno consentito al Gruppo di cogliere le opportunità e affrontare le nuove sfide in un contesto di crescente volatilità e complessità. L’efficace posizionamento strategico del Gruppo è stato altresì riflesso dalla performance azionaria del titolo Enel che ha performato meglio dell’indice FTSE-MIB ed è risultato in linea con l’andamento dell’indice EuroSTOXX Utilities. Questo ci ha permesso di chiudere il 2018 come prima utility per capitalizzazione in Europa.

Il contesto macroeconomico

Nel 2018 l’economia mondiale è cresciuta di circa il 3%, in linea con i ritmi del 2017. Gli Stati Uniti e la Cina hanno continuato ad avere un ruolo trainante, mentre la crescita nell’Eurozona si è mantenuta su livelli più contenuti. La ‘normalizzazione‘ delle politiche monetarie nei Paesi avanzati ha generato forti pressioni sui mercati emergenti. L’incertezza geopolitica ha caratterizzato il contesto esterno, rallentando gli scambi commerciali e le decisioni di investimento.
La Banca Centrale Europea ha annunciato la fine del programma di acquisti straordinario (Quantitative Easing) per dicembre 2018, ma ha continuato a mantenere una condotta accomodante. All’interno dell’area Euro, le economie si sono mosse con velocità differenti. L’Italia ha sofferto l’incertezza del quadro politico e le discussioni con Bruxelles circa la manovra finanziaria espansiva, entrando in recessione tecnica nella seconda metà del 2018 (PIL 2018 0,75%). Nonostante una situazione politica instabile, la Spagna ha continuato a registrare una crescita sostenuta (PIL 2018 2,5%), spinta da una forte domanda interna.
Gli Stati Uniti hanno registrato una forte accelerazione nella crescita (PIL 2018 2,9%), con un tasso di disoccupazione ai minimi storici e con un livello di inflazione generale (CPI 2,4%) sopra il target della banca centrale. In America Latina, il deterioramento del quadro macroeconomico generale ha evidenziato le criticità strutturali di alcuni Paesi (Argentina in particolare), mentre altre economie (i.e. Cile, Colombia, Perù) hanno mostrato un ottimo grado di resilienza. Nello specifico, l’Argentina ha sofferto una forte recessione economica (PIL 2018 -2,6%), esacerbata da eventi eccezionali, quali la siccità e il severo piano di austerità sotto il profilo fiscale e monetario. In Brasile, l’incertezza circa l’esito delle elezioni politiche e il ritardo nell’implementazione delle necessarie riforme strutturali hanno frenato la ripresa economica (PIL 2018 1,1%).
A livello generale, nei Paesi di interesse per il Gruppo (salvo l’Argentina e, in parte, il Messico) abbiamo assistito a una dinamica inflazionistica contenuta, che ha favorito i consumi domestici nel rispetto dei vincoli fiscali. Dopo nove mesi di rialzo dei prezzi del petrolio che hanno portato il Brent a 86 $/bbl, nell’ultimo trimestre si è Lettera agli azionisti e agli altri stakeholder 14 Relazione finanziaria annuale 2018 assistito a un forte calo delle quotazioni fino a 54 $/bbl, dovuto a segnali di rallentamento della crescita mondiale.
Anche il mercato del gas europeo ha vissuto fasi di forte volatilità. I primi mesi del 2018 si sono contraddistinti per una forte domanda e durante il periodo estivo si è registrata un’inusuale tensione dei prezzi. A partire dal mese di ottobre la situazione si è capovolta, guidata dal repentino calo del prezzo del petrolio, dal forte flusso di carichi di LNG diretti in Europa, nonché da una domanda meno sostenuta.
Le dinamiche del mercato del carbone in Europa sono state caratterizzate dalla competitività con il gas, che è stata fonte di volatilità; mentre nel bacino del Pacifico, ancora una volta, la Cina è stata il principale driver del mercato, spingendo il prezzo in rialzo di 20 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
In Europa abbiamo assistito a una forte ripresa di valore del prezzo della CO2 che ha raggiunto in fine di anno livelli di 25 €/t, principalmente a causa dell’avvio della Market Stability Reserve, strumento finalizzato ad assorbire l’eccesso di quote per rilanciare il funzionamento del mercato della CO2.
Per quanto riguarda la crescita della domanda elettrica nei Paesi in cui opera il Gruppo, il 2018 ha confermato il trend positivo già osservato nel 2017. L’aumento dei consumi elettrici è stato contraddistinto da due differenti velocità: una crescita appena positiva ma costante in Europa (circa 1%) e uno sviluppo più marcato in America Latina (circa 3%). Dopo il generale ribasso che ha caratterizzato gli ultimi anni, il 2018 ha registrato una crescita dei prezzi dell’energia nella maggior parte dei Paesi di presenza del Gruppo, anche a causa del rialzo medio annuo dei prezzi dei combustibili fossili ancora utilizzati in varia misura dalla filiera elettrica.

I risultati economici

In un contesto caratterizzato dalla svalutazione delle valute in Sud America e da una normalizzazione delle condizioni di mercato per la generazione convenzionale, dopo un 2017 molto favorevole, il Gruppo Enel è riuscito a centrare tutti gli obiettivi finanziari prefissati per il 2018.
In particolare, il Gruppo ha chiuso l’esercizio con un EBITDA ordinario pari a 16,2 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 15,6 miliardi di euro dello scorso anno e in linea con le indicazioni fornite al mercato. L’utile netto ordinario, sul quale viene calcolato il dividendo, ha raggiunto i 4,1 miliardi di euro, registrando un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Il dividendo 2018 ammonta a 28 centesimi per azione, in aumento del 18% rispetto ai 23,7 centesimi dell’anno precedente e in linea con il dividendo minimo garantito agli azionisti. Coerentemente alla politica di acconto sui dividendi già applicata lo scorso anno, è stato distribuito un acconto di 14 centesimi di euro nel mese di gennaio 2019. Il rapporto FFO su debito netto, che indica il livello di solidità finanziaria, ha raggiunto il 27%, meglio dell’obiettivo prefissato e in linea con il valore di chiusura del 2017. Il debito netto è pari a 41,1 miliardi di euro e si attesta nella parte inferiore delle indicazioni fornite al mercato (tra 41 miliardi di euro e 42 miliardi di euro), in crescita rispetto all’anno precedente a seguito delle operazioni straordinarie concluse nel periodo e degli investimenti destinati alla crescita (pari a circa 8,5 miliardi di euro, in linea con i livelli del 2017).

Principali avvenimenti

Per quanto riguarda la crescita industriale, anche nel 2018 è proseguito lo sviluppo delle energie rinnovabili, con più di 3 GW di nuova capacità addizionale. Grazie a questa crescita, per la prima volta nella storia del Gruppo, le tecnologie a emissione zero hanno contribuito a più del 50% della produzione annua, supportando l’obiettivo di riduzione di emissioni di CO2 (-11% rispetto al 2017).
Inoltre, è proseguita l’opera di digitalizzazione che ha visto il Gruppo incrementare di 1,2 milioni il numero di nuovi smart meter, raggiungendo così un totale di quasi 44 milioni di contatori intelligenti installati a livello globale (il 15% dei quali di seconda generazione). Queste attività sono in linea con l’obiettivo di sviluppare infrastrutture di alta qualità, affiRelazione sulla gestione 15 dabili e resilienti, e di rendere le città più sostenibili, coerentemente con i Sustainable Development Goals (SDG) 9 e 111.
La nostra strategia per la mobilità elettrica è stata supportata dall’accelerazione del piano di installazione dell’infrastruttura di ricarica pubblica in Italia e dal lancio di due progetti similari in Spagna e Romania. Uno sforzo che ha contribuito al superamento del target annuale, permettendoci di chiudere il 2018 con un totale di 49.000 punti di ricarica installati, tra pubblici e privati.
Il Gruppo ha inoltre dimostrato di saper cogliere le opportunità che derivano dalla crescente necessità di risorse flessibili per i sistemi elettrici, raggiungendo 6,2 GW di gestione attiva della domanda e realizzando 70 MW di batterie, destinate sia ai clienti industriali sia ai servizi di stabilizzazione della rete.
Nell’ambito delle operazioni straordinarie, grazie all’acquisizione di Eletropaulo, in dicembre rinominata Enel Distribuição São Paulo, il numero di utenti finali del Gruppo ha raggiunto i 73 milioni, in aumento dell’11% rispetto al 2017. In Messico è stata finalizzata la vendita di una partecipazione di maggioranza per 1,7 GW2 di capacità rinnovabile, pur mantenendo la gestione degli impianti, secondo il modello di business BSO (“Build, Sell and Operate”). Inoltre, in Italia sono state completate la cessione a F2i del 50% della joint venture EF Solare Italia per un corrispettivo di 214 milioni di euro e la vendita a F2i SGR dell’impianto a biomasse di Finale Emilia per 59 milioni di euro. Quest’ultima operazione si inquadra all’interno di un accordo firmato dal Gruppo Enel con F2i SGR per la cessione dell’intero portafoglio di impianti a biomasse in Italia. Infine, in Spagna Enel Green Power ha firmato un accordo per l’acquisizione di cinque impianti eolici in Galizia e Catalogna per una capacità totale di circa 132 MW.
Dal punto di vista finanziario, il 2018 è stato un anno intenso, caratterizzato dal conseguimento di numerosi traguardi: dall’emissione del secondo green bond all’aggiudicazione dello Yankee Bond Award 2017, all’emissione multi-tranche di prestiti obbligazionari non convertibili subordinati ibridi denominati in euro, fino al lancio di un bond da 4 miliardi di dollari statunitensi sul mercato americano.
I risultati presentati sono stati raggiunti anche grazie alla prosecuzione delle attività di razionalizzazione della struttura organizzativa, passata per il completamento del riassetto societario in Cile, per la fusione di Enel Green Power Latin America SA in Enel Chile e per l’aumento della partecipazione Enel in Enel Américas.

Strategia e previsioni per il 2019-2021

Negli ultimi anni assistiamo in molti settori industriali a cambiamenti strutturali profondi, che portano alla nascita di nuovi mercati e opportunità, ma anche alla necessità di rinnovare modelli di business consolidati e di ripensare le modalità di utilizzo delle risorse a nostra disposizione.
Anche il settore energetico sta vivendo una costante e inarrestabile evoluzione: la competitività delle fonti rinnovabili e la digitalizzazione degli asset, insieme a una crescente consapevolezza del consumatore finale in termini di sostenibilità e rispetto dell’ambiente, stanno aprendo l’elettricità a nuovi usi, permettendo la decarbonizzazione dell’economia.
Per rispondere a queste sfide, nel novembre 2018 Enel ha presentato il Piano Strategico 2019-2021, che riprende e rafforza le direttrici identificate negli ultimi anni.
Il percorso di crescita delineato nel Piano evidenzia un’accelerazione costante, con un obiettivo di EBITDA ordinario di Gruppo al 2021 di 19,4 miliardi di euro, rispetto ai 16,2 miliardi di euro del 2018 (+20%).
Nel prossimo triennio il Gruppo prevede investimenti lordi totali pari a circa 27,5 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto al piano precedente. Su un totale di circa 16,5 miliardi di euro di investimenti complessivi di sviluppo, circa 10,6 miliardi saranno dedicati alle rinnovabili, ancora una volta motore di crescita del Gruppo, e saranno diretti non solo nei mercati in cui Enel ha una presenza integrata, come Italia, Spagna, Cile, Brasile, Colombia e Perù, ma anche in altri contesti, come Nord e Centro America, Africa, Asia e Oceania, assumendo quindi una dimensione sempre più chiaramente globale. Una crescita in linea con l’impegno di Enel per la lotta contro il cambiamento climatico in un’ottica che, oltre alla gestione dei rischi, intende anche individuare nuove opportunità di sviluppo. A tal riguardo la relazione di quest'anno contiene una sezione dedicata all’implementazione delle raccomandazioni della Task force on Climate-related Financial Disclosures (TCFD) del Financial Stability Board.

Per le reti sono pianificati investimenti pari a circa 11,1 miliardi di euro, con l’obiettivo principale di completare l'integrazione delle attività recentemente acquisite, in particolare Eletropaulo in Brasile, nonché di promuovere, soprattutto attraverso la digitalizzazione, l'efficienza delle reti e il miglioramento della qualità del servizio in tutti i Paesi di presenza.
Il Gruppo rimane inoltre focalizzato sulla realizzazione di efficienze operative, per 1,2 miliardi di euro nei prossimi tre anni, e la digitalizzazione di tutti i settori di attività sarà il principale abilitatore della riduzione dei costi.
Un altro pilastro di futura creazione di valore è rappresentato dalla semplificazione della struttura societaria attraverso la riduzione delle minoranze e la rotazione degli asset, con lo scopo di migliorare il ritorno complessivo sul capitale investito e di incrementare l’interesse economico di Gruppo.
La strategia di Enel è esplicitamente sostenibile con un approccio mirato alla creazione di valore condiviso con le persone e comunità con cui il Gruppo interagisce, mirando a produrre effetti positivi sull’ambiente, la società e l’economia nel lungo periodo. In tal senso, Enel sostiene le iniziative, intraprese dai Paesi in cui opera, volte al raggiungimento degli obiettivi stabiliti nell’Accordo di Parigi.
L’impegno per quanto riguarda gli SDGs è stato rafforzato mediante target al 2030, potenziando l’obiettivo di ridurre le emissioni specifiche di CO2 a 0,23 kg/kWheq (SDG 13) e aumentando il livello di interazione del Gruppo con le comunità, favorendo il loro accesso all’istruzione (SDG 4), all’energia (SDG 7) e all’occupazione, oltre che a una crescita economica sostenibile e inclusiva (SDG 83).
Obiettivi specifici sono stati introdotti per gli SDG 9 e 11: il Gruppo prevede di raggiungere circa 47 milioni di smart meter installati, 455.000 punti di ricarica per la mobilità elettrica e di investire 5,4 miliardi di euro in digitalizzazione nel periodo 2019-2021.
La sostenibilità e la dimensione globale del modello di business integrato sull’intera catena del valore sono alla radice della resilienza del piano strategico e della dimostrata robustezza della performance operativa. Alla luce di questa consapevolezza, la politica dei dividendi basata su un pay-out del 70% dell’utile netto ordinario di Gruppo è confermata fino al 2021, con l’estensione, per la prima volta, di un dividendo minimo per azione per l’intero periodo 2019-2021. Enel prevede quindi di corrispondere, sui risultati dell’esercizio 2019, il maggiore fra: a) un dividendo per azione basato sull’indicato pay-out del 70%; e b) un dividendo minimo per azione di 0,32 euro.

Patrizia Grieco 
Presidente del Consiglio di Amministrazione

firma Grieco

Francesco Starace
Amministratore Delegato e Direttore Generale

firma Starace



1 SDG 9 - Industry, Innovation and Infrastructure e SDG 11 - Sustainable Cities and Communities.
2 Ulteriori 0.1 GW saranno trasferiti nel corso del 2019, come gia definito nell’accordo firmato con la controparte.
3 SDG 13 - Climate Action, SDG 4 - Quality Education, SDG 7 - Affordable and Clean Energy e SDG 8 - Decent Work and Economic Growth.